La Giustificazione: dichiarati giusti davanti a Dio per mezzo della fede
11.0 Introduzione
Dopo aver considerato il ravvedimento, la fede e la nuova nascita, giungiamo a una delle più grandi verità dell'Evangelo e a uno dei pilastri della fede cristiana: "la giustificazione per fede".
Si tratta di una dottrina che ha occupato un posto centrale nella predicazione apostolica e che, nel corso della storia della Chiesa, è stata riscoperta come una delle verità fondamentali del Vangelo. Eppure, oggi molti credenti ne hanno una comprensione limitata o confusa. Spesso si pensa che la salvezza consista semplicemente nel ricevere il perdono dei peccati. Certamente il perdono è parte essenziale della salvezza, ma Dio fa molto di più. Egli non si limita a togliere la colpa; Egli dichiara giusto il peccatore che crede in Cristo. La giustificazione risponde a una domanda cruciale: Come può un Dio perfettamente santo accogliere un peccatore colpevole senza compromettere la Sua giustizia? La risposta si trova nell'opera redentrice di Gesù Cristo.
11.1 Che cos'è la giustificazione?
La giustificazione è l'atto mediante il quale Dio dichiara giusto davanti a Sé il peccatore che ripone la propria fede in Gesù Cristo. È importante comprendere che la giustificazione non significa che il credente diventi immediatamente perfetto nella condotta, significa piuttosto che Dio lo considera giusto sulla base dell'opera perfetta di Cristo.
Si tratta di un termine legale e forense: il peccatore viene assolto dalla condanna e dichiarato giusto davanti al tribunale divino. Paolo scrive: "Essendo giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù." (Romani 3:24)
11.2 Il problema della giustizia divina
Per comprendere la giustificazione occorre ricordare ciò che abbiamo studiato riguardo al peccato. Dio è santo, Dio è giusto, Dio non può semplicemente ignorare il peccato, La Sua giustizia richiede che il peccato venga giudicato.
La Scrittura afferma: "Non c'è nessun giusto, neppure uno." (Romani 3:10) Ogni essere umano si presenta davanti a Dio come colpevole. Il problema, dunque, non è soltanto quello di essere perdonati, ma quello di essere trovati giusti davanti a un Dio perfettamente santo.
11.3 La giustificazione è possibile grazie a Cristo
La soluzione divina si trova nella persona e nell'opera di Gesù Cristo. Alla croce avviene il grande scambio della redenzione: Cristo prende su di Sé la colpa del peccatore ed il credente riceve la giustizia di Cristo.
Paolo scrive: "Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui." (2 Corinzi 5:21)
Sulla croce la giustizia e la grazia si incontrano perfettamente. Dio non ignora il peccato, lo giudica nel Suo Figlio ed allo stesso tempo offre pieno perdono a chi crede nella Sua opera.
11.4 La giustizia imputata
Uno dei concetti più importanti della giustificazione è quello dell'imputazione. La giustizia che salva il credente non è una giustizia prodotta da lui, è la giustizia di Cristo che gli viene accreditata. Potremmo dire che Dio accredita sul conto del credente la perfetta ubbidienza di Cristo e, per questo, il credente può comparire davanti a Dio non sulla base dei propri meriti, ma sulla base dei meriti del Salvatore. Questa verità produce profonda sicurezza e gratitudine.
11.5 Giustificazione per fede e non per opere
La Bibbia insegna con estrema chiarezza che la giustificazione viene ricevuta mediante la fede. Paolo dichiara: "Riteniamo infatti che l'uomo è giustificato mediante la fede senza le opere della legge." (Romani 3:28)
Le opere buone hanno un ruolo importante nella vita cristiana, ma non costituiscono il fondamento della giustificazione. Nessuno può accumulare abbastanza opere per cancellare il proprio peccato. Nessuno può meritare il favore di Dio; la giustificazione è un dono della grazia ricevuto per fede.
11.6 Abramo: l'esempio della giustificazione per fede
Paolo utilizza la figura di Abramo per spiegare questa verità. Abramo fu giustificato prima ancora della legge mosaica, infatti la Scrittura afferma: "Abramo credette a Dio e ciò gli fu messo in conto come giustizia." (Romani 4:3) Dio non lo dichiarò giusto perché perfetto, lo dichiarò giusto perché credette alla Sua promessa. Questo principio continua a essere valido per tutti i credenti.
11.7 La giustificazione è completa e immediata
La giustificazione è completa e immediata. Essa avviene nel momento in cui il peccatore ripone la sua fede in Cristo. Non è un processo graduale, non aumenta con il tempo, non dipende dalla maturità spirituale; nel momento della conversione, Dio dichiara il credente giusto davanti a Sé. Ciò non significa che la crescita spirituale sia terminata, ma che il suo stato legale davanti a Dio è stato definitivamente risolto, dando inizio a un cammino in cui il credente è chiamato a perseverare fino alla fine.
11.8 La differenza tra giustificazione e santificazione
Molti credenti confondono queste due dottrine.
La giustificazione
- è un atto istantaneo;
- riguarda la posizione davanti a Dio;
- elimina la condanna;
- è completa fin dall'inizio.
La santificazione
- è un processo progressivo;
- riguarda il carattere del credente;
- continua per tutta la vita;
- conduce alla conformità a Cristo.
La giustificazione cambia la nostra posizione, la santificazione cambia il nostro comportamento; la prima è il fondamento della seconda.
11.09 I benefici della giustificazione
La giustificazione produce meravigliose conseguenze spirituali:
- Pace con Dio: "Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio." (Romani 5:1) La guerra tra il peccatore e Dio è terminata.
- Nessuna condanna: "Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù." (Romani 8:1) La colpa è stata rimossa.
- Accesso a Dio: Il credente può avvicinarsi a Dio con fiducia; non come un criminale che teme il giudizio ma come un figlio accolto dal Padre.
- Sicurezza della salvezza: La certezza della salvezza non si fonda sulle prestazioni del credente, ma sull'opera perfetta di Cristo.
11.10 La giustificazione e l'umiltà
Comprendere la giustificazione distrugge ogni forma di orgoglio spirituale. Nessuno può vantarsi davanti a Dio e tutto ciò che possediamo deriva dalla grazia. Il credente non può guardare gli altri dall'alto in basso, egli sa di essere stato salvato esclusivamente grazie alla misericordia divina.
11.11 Errori e fraintendimenti comuni
- "Dio giustifica le persone perché sono buone": La Bibbia insegna il contrario. Dio giustifica peccatori che si ravvedono e credono in Cristo.
- "La fede e le opere contribuiscono insieme alla giustificazione": Le opere seguono la giustificazione, ma non la producono.
- "La giustificazione rende inutile una vita santa": Chi è stato realmente giustificato desidera vivere in modo gradito a Dio.
- "La giustificazione dipende dai miei sentimenti": Lo stato del credente davanti a Dio non dipende dalle emozioni del momento, ma dalla promessa divina.
- "Dio continua a vedere il credente principalmente come un condannato": In Cristo il credente è stato dichiarato giusto e riconciliato con Dio.
11.12 Applicazioni per la chiesa oggi
- Chi comprende la giustificazione:
- vive nella gratitudine;
- gode della pace con Dio;
- affronta il futuro con fiducia;
- smette di cercare di meritare la salvezza;
- sviluppa umiltà;
- serve Dio per amore e non per paura;
- trova sicurezza nell'opera compiuta da Cristo.
Questa dottrina libera sia dalla disperazione del fallimento sia dall'orgoglio dell'autogiustificazione.
11.13 Versetti da consultare
- Genesi 15:6
- Isaia 53:5-6
- Romani 3:21-28
- Romani 4:1-8
- Romani 5:1
- Romani 5:8-9
- Romani 8:1
- 1 Corinzi 1:30
- 2 Corinzi 5:21
- Galati 2:16
- Filippesi 3:8-9
- Tito 3:7
11.14 Conclusione
La giustificazione è l'atto sovrano e gratuito mediante il quale Dio dichiara giusto il peccatore che ripone la propria fede in Gesù Cristo. Essa non si basa sulle opere, sui meriti o sulla religiosità umana, ma esclusivamente sull'opera perfetta del Signore Gesù compiuta alla croce.
Attraverso la giustificazione, il credente riceve il perdono dei peccati, la giustizia di Cristo gli viene imputata, la condanna viene rimossa e la pace con Dio viene ristabilita. Questo atto non è progressivo né parziale, ma pieno, completo e definitivo.
In un tempo in cui molti cercano di guadagnare l'approvazione divina attraverso prestazioni spirituali, la Chiesa deve tornare a proclamare il cuore dell'Evangelo apostolico: il peccatore non viene accettato da Dio per ciò che fa, ma per ciò che Cristo ha fatto. La giustificazione per fede rimane una delle più gloriose manifestazioni della grazia divina e una delle più grandi sorgenti di gioia, sicurezza e adorazione per il credente.
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