Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio di tuo fratello, mentre non scorgi la trave che è nell'occhio tuo? ... Ipocrita, togli prima dall'occhio tuo la trave, e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza che è nell'occhio di tuo fratello
(Luca 6:41-42)
Per noi è impossibile stare tra la gente senza valutarne il comportamento. Gesù non disapprovò tanto questa inclinazione, ma, piuttosto, quella a criticare superficialmente la condotta altrui. Egli non disse che la pagliuzza non esiste, in una società senza più alcun imbarazzo a fare il male. Tuttavia, poiché non possiamo conoscere a fondo il cuore altrui, ci viene ordinato di non giudicare; soprattutto, di non assumere un atteggiamento supponente, ostile, pieno di censura e spietata condanna. La facilità di critica nei confronti degli altri è spesso frutto di uno spirito che si compiace di denigrare la condotta altrui, talvolta anche per evidenziare la propria giustizia. Altre volte l'intento è quello, non meno maligno, di distogliere l'attenzione o per giustificare le proprie "piccole" mancanze. C'è, in alcuni, anche un insano e incontrollabile istinto di condanna verso l'altro, che non prevede alcuna possibilità di aiuto o di correzione per chi sbaglia. È di questa "trave" di auto-giustizia e mancanza di misericordia che Gesù parlava. Chi giudica aspramente, deve ricordare che sarà altrettanto aspramente giudicato e condannato. Dio ci doni equilibrio spirituale per trattare con sana severità il peccatore, senza mai perdere la divina compassione che può portarlo a ravvedimento e salvezza.